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Curiosità

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Un'oasi all'equatore

Sulla pancia del pianeta, dove la temperatura supera raramente i 25 gradi, le piantagioni di patate, sorgo e papiro si alternano alle foreste dense, umide e quasi impenetrabili. Qui i gorilla di montagna conducono una vita indisturbata, sgranocchiano bambù e fanno la lotta, ignorando i visitatori che li avvicinano in punta di piedi.


di Ivano Sartori

19/5/2006


Il ragazzo è giovane e nero, veste di nero con una camicia bianca e una cravatta nera, sotto il braccio ha una cartelletta di finta pelle nera, ma nonostante le apparenze non è un testimone di Geova. È uno che vuol mostrarci e dimostrarci qualcosa. È il professore dell'ora di scienze, un divulgatore scientifico come lo sono Paco Lanciano e Piero Angela a Quark. Siamo a cavallo dell'equatore, la cintura del pianeta, il posto ideale per dimostrare quanto strana e meravigliosa è la Terra.
Did you know? Lo sapevi? Dice un cartello alle spalle del giovane professore. No, non lo sapevamo ma stiamo per apprenderlo. La strada è attraversata da una riga bianca: l'equatore. A venti passi, sul ciglio dell'emisfero nord, c'è un catino bucato su un treppiede; a venti passi, nell'emisfero sud, ce n'è un altro e un terzo si trova proprio sull'equatore. I tre catini sono bucati sotto. Accanto a ognuno di essi un secchio colmo d'acqua.Il divulgatore afferra un secchio e lo svuota nel catino settentrionale: l'acqua cola dal buco formando un vortice che gira in senso orario. Un fiore appoggiato sul mulinello rende più evidente la dimostrazione. Stessa manovra nell'emisfero meridionale: qui l'acqua gira in senso antiorario. Non è finita. Adesso viene il bello. Il dimostratore vuole strabiliarci. Versa l'acqua nel catino posto sulla linea dell'equatore e questa cade senza roteare, va giù bella diritta. A questo punto, il giovanotto sorride, soddisfatto di averci stupito come un imbonitore di fiera. Ma non c'è trucco e non c'è inganno e il docente di curiosità equatoriali apre la cartella per passare alla spiegazione scientifica del fenomeno: la forza di gravità, la rotazione della Terra eccetera eccetera. Ce la caviamo con 10 mila scellini che ci danno pure diritto al certificato di traversata dell'equatore.
Finita la lezione inizia l'intervallo, ci saltano addosso quelli del ristorante e dei negozietti accalcati a rispettosa distanza dal santuario della scienza. C'è da fare la coda per la foto sul cerchio di cemento, stele del meridiano, taglia massima del globo. Siamo a poche ore da Kampala, al termine del nostro viaggio e, pensandoci bene, nella settimana passata a percorrere l'Uganda da est a ovest
, di lezioni ne abbiamo ricevute parecchie. Non solo di geografia, ma di botanica, di zoologia, di storia. Vediamo se riusciamo a ricapitolare, insieme a voi, quanto abbiamo imparato.


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Note:

L'effetto è causato dalla forza di Coriolis.
Sarebbe strano se un effetto così debole (nel caso delle basse velocità e tempi corti implicati nello  svuotamento dei lavandini) come quello di Coriolis avesse conseguenze così vistose.

Supponiamo per esempio che l'acqua scorra alla velocità, abbastanza elevata, di 10 m/s; allora l'accelerazione di Coriolis sarebbe di circa 0.001 m/s2, ovvero un decimillesimo dell'accelerazione di gravità. Questo vuol dire, per esempio, che un'asimmetria di una parte su mille nel lavandino è più che sufficiente a mascherare l'effetto. Se lo svuotamento dura qualche secondo la velocità acquisita dall'acqua a causa di Coriolis sarebbe di qualche mm/s; e questo vuol dire che un moto residuo dell'acqua di un cm/s all'inizio dello svuotamento, oppure la convezione termica, è sufficiente a mascherare del tutto l'effetto.

La parola finale comunque spetta sempre all'esperimento, ma anche secondo i lavori sperimentali in proposito la dipendenza del senso di scarico dall'emisfero è, per quel che riguarda lavandini e vasche da bagno, una leggenda metropolitana
.


 
 
 
Aggiornato il: 12/11/2017
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